Maggio 9, 2008

Storia del mio vicino cartolibraio

Non è per nulla semplice mandare avanti questa baracca.
Voglio che lo sappiate.
Ci sono da smontare i pezzi, da rimettere su i gadget quando arriva la festa del papà, da sistemare i quaderni nel giusto ordine di colori, perchè non si possono mettere i gialli a righe sotto quelli verdi a quadretti. Stonano. E si vede.
Ci sono da preparare gli inviti, da dividere i biglietti di auguri, il tempo non basta mai ed è faticoso. Quando al pomeriggio il negozio si riempie di bambini che escono da scuola, e ti fanno domande, ti chiedono, i miei occhiali a volta non riescono a stare sul naso. Scivolano perchè non ho il tempo di rimetterceli su.
E le mamme. Le mamme. Si riempie anche di mamme, di tutti i tipi. Mamme che hanno accettato di esserlo, quelle che non si rassegnano, le mamme che sgridano, quelle che parlano sotto voce. I papà si vedono di meno. Ci sono gli anziani, che vengono solo per parlare, che mi scambiano per un ufficio postale, che vogliono solo compagnia.
Non è facile mandare avanti questa baracca. Ma la sera, quando tiro giù la serranda e penso a quello che verrà domani, mi sento tranquillo. Perchè resto aggrappato alla convinzione di avere un lavoro sano. Pulito. Che non fa male a nessuno.

Maggio 8, 2008

Inizio

C’era una volta solezine, ma credo che del passato non si debba ricordare nè parlare troppo. Diciamo che avevo solo voglia di riprendere fiato. E ora che l’ho fatto, l’egocentrismo del mio anonimato può essere soddisfatto di nuovo. Credo.

PS. ‘Calico’, in inglese, significa un tessuto particolarmente povero, generalmente cotone non lavorato. E questo lo dico perchè il titolo del blog, l’ho preso a Sir Paul Mccartney. Che ringrazio per la sua ‘Calico sky’.